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La storia di Angelo Sabetta e dei tartufi inizia nel 1989 quando, per caso, ascolta una conversazione a tema. All’epoca non conosce il tartufo, di professione fa l’imbianchino. Un po’ per necessità, dovuta alla mancanza di lavoro d’inverno, un po’ per curiosità, decide di diventare cercatore di tartufi. In provincia gli spiegano che bisogna sostenere un esame per avere la licenza e, di lì a un mese, lo supera.

Ottenuta la licenza compra un cane, ma sorge un problema: non sa dove andare a cercare i tartufi. Non si scoraggia. Pian piano capisce dove avventurarsi, quali sono le zone adatte, i terreni, gli alberi.

Le cose cambiano quando, a causa di problemi d’asma di cui soffre da un po’, non può più fare l’imbianchino. Così nel 2001 apre un laboratorio per la trasformazione di tartufi dopo aver ottenuto la licenza e aver comprato le attrezzature adatte. Tartufi Sabetta oggi è un’azienda di famiglia dove lavorano Angelo, la moglie e il figlio. Sono presenti in diversi mercati stranieri, tra cui Giappone, Germania e Austria. Una bella soddisfazione con qualche nota dolente.

“Il Molise è poco conosciuto, pochi sanno che c’è un ottimo tartufo. Sono entrato in contatto con turisti stranieri facendo le fiere, ora vengono qui soprattutto giapponesi che restano incantati da questa terra. Il Molise ha tutto a portata di mano: mare, montagna, colline e ottimi prodotti. Ma bisogna fare di più: investire sulla promozione, sul marketing territoriale, collaborare. I nostri paesi si stanno spopolando. Dobbiamo invertire la rotta. C’è tanta gente appassionata di tartufi, disposta a spendere molto. Può essere un’occasione di rilancio per la nostra regione.”